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	<title>salute e stili di vita | IRENE GRANUCCI | NUTRIZIONISTA FIRENZE</title>
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	<description>la scienza per il benessere</description>
	<lastBuildDate>Sun, 25 Jan 2026 09:00:32 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Detox: la verità&#8230;o almeno la mia.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Irene Granucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jan 2026 09:40:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#starebenesentirsibene#]]></category>
		<category><![CDATA[salute e stili di vita]]></category>
		<category><![CDATA[Benessere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il concetto di “detox”: basi biologiche, evidenze scientifiche e implicazioni per la salute Abstract Negli ultimi decenni il termine detox è diventato estremamente popolare, soprattutto in ambito nutrizionale e nel marketing del benessere. Diete detox, succhi depurativi e programmi di “disintossicazione” promettono l’eliminazione delle tossine dall’organismo e un miglioramento generale della salute. Tuttavia, il concetto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 data-start="245" data-end="339">Il concetto di “detox”: basi biologiche, evidenze scientifiche e implicazioni per la salute</h2>
<h3 data-start="341" data-end="355">Abstract</h3>
<p data-start="356" data-end="946">Negli ultimi decenni il termine <em data-start="388" data-end="395">detox</em> è diventato estremamente popolare, soprattutto in ambito nutrizionale e nel marketing del benessere. Diete detox, succhi depurativi e programmi di “disintossicazione” promettono l’eliminazione delle tossine dall’organismo e un miglioramento generale della salute. Tuttavia, il concetto di detox è spesso utilizzato in modo non scientifico. Questo articolo analizza il significato biologico della disintossicazione, il ruolo degli organi coinvolti, le evidenze scientifiche disponibili e i potenziali rischi associati alle pratiche detox non validate.</p>
<hr data-start="948" data-end="951" />
<h3 data-start="953" data-end="974">1. Introduzione</h3>
<p data-start="975" data-end="1484">Il termine <em data-start="986" data-end="993">detox</em> deriva da “detoxification” e, in senso medico, indica il processo mediante il quale l’organismo elimina sostanze potenzialmente nocive. In ambito clinico, la disintossicazione è un processo ben definito, ad esempio nel trattamento delle intossicazioni acute o della dipendenza da sostanze. In ambito commerciale e mediatico, invece, il detox viene spesso presentato come una pratica generica, attuabile tramite diete restrittive o prodotti specifici, senza un chiaro fondamento scientifico.</p>
<hr data-start="1486" data-end="1489" />
<h3 data-start="1491" data-end="1553">2. La disintossicazione fisiologica nell’organismo umano</h3>
<p data-start="1554" data-end="1658">Dal punto di vista biologico, l’organismo possiede sistemi altamente efficienti per la detossificazione:</p>
<ul data-start="1660" data-end="2143">
<li data-start="1660" data-end="1799">
<p data-start="1662" data-end="1799"><strong data-start="1662" data-end="1672">Fegato</strong>: principale organo deputato al metabolismo e all’eliminazione delle sostanze tossiche attraverso reazioni di fase I e fase II.</p>
</li>
<li data-start="1800" data-end="1895">
<p data-start="1802" data-end="1895"><strong data-start="1802" data-end="1810">Reni</strong>: filtrano il sangue ed eliminano metaboliti e tossine idrosolubili tramite le urine.</p>
</li>
<li data-start="1896" data-end="2010">
<p data-start="1898" data-end="2010"><strong data-start="1898" data-end="1911">Intestino</strong>: contribuisce all’eliminazione di sostanze non assorbite e al metabolismo di composti xenobiotici.</p>
</li>
<li data-start="2011" data-end="2054">
<p data-start="2013" data-end="2054"><strong data-start="2013" data-end="2024">Polmoni</strong>: eliminano sostanze volatili.</p>
</li>
<li data-start="2055" data-end="2143">
<p data-start="2057" data-end="2143"><strong data-start="2057" data-end="2066">Pelle</strong>: ha un ruolo marginale nell’escrezione di alcune sostanze tramite il sudore.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="2145" data-end="2271">In condizioni di salute, questi sistemi operano in modo continuo ed efficace, senza necessità di interventi esterni specifici.</p>
<hr data-start="2273" data-end="2276" />
<h3 data-start="2278" data-end="2332">3. Diete e pratiche detox</h3>
<p data-start="2333" data-end="2499">Numerose diete detox prevedono digiuni, consumo esclusivo di succhi o eliminazione di intere categorie alimentari. Le revisioni sistematiche disponibili indicano che:</p>
<ul data-start="2501" data-end="2853">
<li data-start="2501" data-end="2606">
<p data-start="2503" data-end="2606">non esistono prove cliniche solide che dimostrino l’efficacia delle diete detox nell’eliminare tossine;</p>
</li>
<li data-start="2607" data-end="2733">
<p data-start="2609" data-end="2733">la perdita di peso osservata è spesso dovuta a restrizione calorica e perdita di liquidi, non a un reale effetto depurativo;</p>
</li>
<li data-start="2734" data-end="2853">
<p data-start="2736" data-end="2853">molte pratiche detox non specificano quali “tossine” verrebbero eliminate né attraverso quali meccanismi fisiologici.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="2855" data-end="3049">Una revisione critica pubblicata sul <em data-start="2892" data-end="2934">Journal of Human Nutrition and Dietetics</em> conclude che le diete detox mancano di validazione scientifica e non sono supportate da studi clinici controllati.</p>
<p data-start="2855" data-end="3049">Tuttavia è chiaro che periodi di digiuno sono previsti dalla stria dell&#8217;uomo, e ci sono molte evidenze scientifiche che supportano la pratica, saltuaria, del digiuno. Così come è chiaro che un&#8217;alimentazione calibrata sulla sintomatologia del cliente può aiutare a ridurre fastidi legati ad un affaticamento metabolico, digestivo, ossidante e quindi una carenza di detossificazione in senso lato.</p>
<hr data-start="3051" data-end="3054" />
<h3 data-start="3056" data-end="3101">4. Approccio alla salute metabolica</h3>
<p data-start="3576" data-end="3741">In questa ottica le evidenze scientifiche supportano strategie consolidate per sostenere i naturali processi di disintossicazione, tra cui:</p>
<ul data-start="3743" data-end="3928">
<li data-start="3743" data-end="3804">
<p data-start="3745" data-end="3804">alimentazione equilibrata ricca di fibre, frutta e verdura;</p>
</li>
<li data-start="3805" data-end="3828">
<p data-start="3807" data-end="3828">adeguata idratazione;</p>
</li>
<li data-start="3829" data-end="3882">
<p data-start="3831" data-end="3882">riduzione del consumo di alcol e sostanze tossiche;</p>
</li>
<li data-start="3883" data-end="3910">
<p data-start="3885" data-end="3910">attività fisica regolare;</p>
</li>
<li data-start="3911" data-end="3928">
<p data-start="3913" data-end="3928">sonno adeguato.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="3930" data-end="4033">Questi comportamenti favoriscono il corretto funzionamento degli organi deputati alla detossificazione//detossinazione .</p>
<hr data-start="4035" data-end="4038" />
<h3 data-start="4040" data-end="4060">6. L&#8217;aiuto sinergico</h3>
<p>Ovviamente l&#8217;alimentazione aiuta tantissimo, ma  è anche vero che è possibile aiutarci con integratori specifici, anche questi da personalizzare sui bisogni individuali. Certo il &#8220;processo di detossifcazione&#8221; non è immediato o magico, ci vuole tempo e dedizione.</p>
<p>Inoltre  le difficoltà dell&#8217;organismo a mantenere il corretto assetto metabolico sono spesso associate a condizione emotive, quindi meditazione, attività sportiva di vario genere, una corretta ossigenazione del corpo e quindi una respirazione adeguata, possono aiutare a migliorare la risposta del corpo agli stressor esogeni ed endogeni</p>
<p>Infine ciascuno di noi ha delle predisposizioni genetiche, in questo ambito di particolare interesse gli SNPs associati ai processi  ossidativi e infiammatori.</p>
<hr data-start="4035" data-end="4038" />
<h3 data-start="4040" data-end="4060">7. Conclusioni</h3>
<p>In conclusione tanto si può fare per la prevenzione, prima che ci siano segni evidenti di un problema.</p>
<p>In questo le scienze olistiche e la cultura orientale sicuramente sono un passo avanti.  L&#8217;importante  è non prendere tutto per oro colato e cercare sempre di ascoltare il proprio corpo per capire veramente cosa ci crea fastidio.</p>
<p>Intervenire poi in modo sinergico per rimuovere sia il sintomo che la causa o almeno provarci.</p>
<p>L&#8217;obiettivo è quindi quello di ritrovare le condizioni ottimali per far funzionare il nostro corpo al meglio!!!!!</p>
</p>
<h2 data-start="245" data-end="339"></h2>
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		<item>
		<title>HRV, Biofeedback e Nutrizione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Irene Granucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jan 2026 14:44:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#starebenesentirsibene#]]></category>
		<category><![CDATA[salute e stili di vita]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>HRV, Biofeedback e Nutrizione: implicazioni neurovegetative, infiammatorie e metaboliche La Heart Rate Variability (HRV) rappresenta un biomarcatore non invasivo sempre più utilizzato in ambito clinico-nutrizionale per valutare lo stato del sistema nervoso autonomo (SNA), la resilienza allo stress e il grado di infiammazione sistemica. In un’ottica di nutrizione funzionale e personalizzata, l’HRV consente di integrare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 data-start="229" data-end="320">HRV, Biofeedback e Nutrizione: implicazioni neurovegetative, infiammatorie e metaboliche</h2>
<p data-start="322" data-end="825">La <strong data-start="325" data-end="357">Heart Rate Variability (HRV)</strong> rappresenta un biomarcatore non invasivo sempre più utilizzato in ambito clinico-nutrizionale per valutare lo stato del <strong data-start="478" data-end="512">sistema nervoso autonomo (SNA)</strong>, la resilienza allo stress e il grado di infiammazione sistemica. In un’ottica di <strong data-start="595" data-end="637">nutrizione funzionale e personalizzata</strong>, l’HRV consente di integrare informazioni neurovegetative con parametri metabolici, infiammatori e comportamentali, offrendo una valutazione dinamica dello stato di salute dell’individuo.</p>
<hr data-start="827" data-end="830" />
<h2 data-start="832" data-end="881">HRV e regolazione del sistema nervoso autonomo</h2>
<p data-start="883" data-end="1016">L’HRV misura la variabilità temporale degli intervalli R–R dell’elettrocardiogramma ed è un indicatore diretto del bilanciamento tra:</p>
<ul data-start="1017" data-end="1156">
<li data-start="1017" data-end="1085">
<p data-start="1019" data-end="1085"><strong data-start="1019" data-end="1041">attività simpatica</strong> (stress, catabolismo, risposta adrenergica)</p>
</li>
<li data-start="1086" data-end="1156">
<p data-start="1088" data-end="1156"><strong data-start="1088" data-end="1121">attività parasimpatica vagale</strong> (anabolismo, digestione, recupero)</p>
</li>
</ul>
<p data-start="1158" data-end="1241">Dal punto di vista clinico-nutrizionale, particolare rilevanza assumono gli indici:</p>
<ul data-start="1242" data-end="1378">
<li data-start="1242" data-end="1293">
<p data-start="1244" data-end="1293"><strong data-start="1244" data-end="1264">RMSSD e HF power</strong>, marker dell’attività vagale</p>
</li>
<li data-start="1294" data-end="1378">
<p data-start="1296" data-end="1378"><strong data-start="1296" data-end="1311">LF/HF ratio</strong>, indice (con limiti interpretativi) dell’equilibrio simpato-vagale</p>
</li>
</ul>
<p data-start="1380" data-end="1466">Una <strong data-start="1384" data-end="1414">riduzione cronica dell’HRV</strong>, in particolare degli indici vagali, è associata a:</p>
<ul data-start="1467" data-end="1593">
<li data-start="1467" data-end="1490">
<p data-start="1469" data-end="1490">insulino-resistenza</p>
</li>
<li data-start="1491" data-end="1514">
<p data-start="1493" data-end="1514">sindrome metabolica</p>
</li>
<li data-start="1515" data-end="1536">
<p data-start="1517" data-end="1536">obesità viscerale</p>
</li>
<li data-start="1537" data-end="1553">
<p data-start="1539" data-end="1553">dislipidemia</p>
</li>
<li data-start="1554" data-end="1593">
<p data-start="1556" data-end="1593">aumento del rischio cardiovascolare</p>
</li>
</ul>
<hr data-start="1595" data-end="1598" />
<h2 data-start="1600" data-end="1659">HRV e infiammazione: la via colinergica antinfiammatoria</h2>
<p data-start="1661" data-end="1950">L’interazione tra sistema nervoso autonomo e sistema immunitario è mediata dalla <strong data-start="1742" data-end="1778">via colinergica antinfiammatoria</strong>, in cui il nervo vago modula la produzione di citochine pro-infiammatorie attraverso il rilascio di acetilcolina e l’attivazione dei recettori α7 nicotinici sui macrofagi.</p>
<p data-start="1952" data-end="2019">Evidenze scientifiche mostrano che una <strong data-start="1991" data-end="2004">bassa HRV</strong> è correlata a:</p>
<ul data-start="2020" data-end="2164">
<li data-start="2020" data-end="2061">
<p data-start="2022" data-end="2061">aumento di <strong data-start="2033" data-end="2040">PCR</strong>, <strong data-start="2042" data-end="2050">IL-6</strong>, <strong data-start="2052" data-end="2061">TNF-α</strong></p>
</li>
<li data-start="2062" data-end="2123">
<p data-start="2064" data-end="2123">stato infiammatorio cronico di basso grado (“inflammaging”)</p>
</li>
<li data-start="2124" data-end="2164">
<p data-start="2126" data-end="2164">peggior controllo glicemico e lipidico</p>
</li>
</ul>
<p data-start="2166" data-end="2350">In ambito nutrizionale, l’HRV può quindi essere considerata un <strong data-start="2229" data-end="2249">proxy funzionale</strong> dello stato infiammatorio e dello stress sistemico, complementare ai marker biochimici tradizionali.</p>
<hr data-start="2352" data-end="2355" />
<h2 data-start="2357" data-end="2418">Biofeedback dell’HRV come strumento nutrizionale integrato</h2>
<p data-start="2420" data-end="2545">Il <strong data-start="2423" data-end="2447">biofeedback dell’HRV</strong> consiste in un training di autoregolazione neurovegetativa basato prevalentemente su tecniche di:</p>
<ul data-start="2546" data-end="2672">
<li data-start="2546" data-end="2597">
<p data-start="2548" data-end="2597">respirazione diaframmatica lenta (≈ 5–6 atti/min)</p>
</li>
<li data-start="2598" data-end="2641">
<p data-start="2600" data-end="2641">aumento della coerenza cardiorespiratoria</p>
</li>
<li data-start="2642" data-end="2672">
<p data-start="2644" data-end="2672">consapevolezza interocettiva</p>
</li>
</ul>
<p data-start="2674" data-end="2727">Dal punto di vista del nutrizionista, il biofeedback:</p>
<ul data-start="2728" data-end="2972">
<li data-start="2728" data-end="2773">
<p data-start="2730" data-end="2773">migliora la risposta allo stress alimentare</p>
</li>
<li data-start="2774" data-end="2825">
<p data-start="2776" data-end="2825">riduce l’iperattivazione simpatica post-prandiale</p>
</li>
<li data-start="2826" data-end="2882">
<p data-start="2828" data-end="2882">favorisce la digestione e l’assorbimento dei nutrienti</p>
</li>
<li data-start="2883" data-end="2972">
<p data-start="2885" data-end="2972">supporta l’aderenza dietetica nei soggetti con alimentazione emotiva o stress-correlata</p>
</li>
</ul>
<p data-start="2974" data-end="3137">Studi clinici indicano una riduzione dei marker infiammatori e un miglioramento della sensibilità insulinica in soggetti sottoposti a programmi di HRV biofeedback.</p>
<hr data-start="3139" data-end="3142" />
<h2 data-start="3144" data-end="3180">Nutrizione e modulazione dell’HRV</h2>
<h3 data-start="3182" data-end="3207">1. Pattern alimentari</h3>
<p data-start="3208" data-end="3305">Modelli dietetici ad alta densità nutrizionale, come la <strong data-start="3264" data-end="3286">dieta mediterranea</strong>, sono associati a:</p>
<ul data-start="3306" data-end="3401">
<li data-start="3306" data-end="3334">
<p data-start="3308" data-end="3334">incremento dell’HRV vagale</p>
</li>
<li data-start="3335" data-end="3370">
<p data-start="3337" data-end="3370">riduzione dello stress ossidativo</p>
</li>
<li data-start="3371" data-end="3401">
<p data-start="3373" data-end="3401">miglior funzione endoteliale</p>
</li>
</ul>
<p data-start="3403" data-end="3564">Al contrario, diete ipercaloriche, ricche di zuccheri semplici e grassi pro-infiammatori determinano una riduzione dell’HRV e una maggiore attivazione simpatica.</p>
<h3 data-start="3566" data-end="3599">2. Ruolo dei nutrienti chiave</h3>
<p data-start="3600" data-end="3667">Alcuni nutrienti mostrano una relazione diretta con il tono vagale:</p>
<ul data-start="3668" data-end="3934">
<li data-start="3668" data-end="3757">
<p data-start="3670" data-end="3757"><strong data-start="3670" data-end="3693">omega-3 (EPA e DHA)</strong>: aumento dell’HRV e riduzione delle citochine pro-infiammatorie</p>
</li>
<li data-start="3758" data-end="3828">
<p data-start="3760" data-end="3828"><strong data-start="3760" data-end="3772">magnesio</strong>: supporto alla regolazione neuro-muscolare e autonomica</p>
</li>
<li data-start="3829" data-end="3887">
<p data-start="3831" data-end="3887"><strong data-start="3831" data-end="3845">polifenoli</strong>: modulazione dell’asse intestino-cervello</p>
</li>
<li data-start="3888" data-end="3934">
<p data-start="3890" data-end="3934"><strong data-start="3890" data-end="3904">triptofano</strong> e metabolismo serotoninergico</p>
</li>
</ul>
<h3 data-start="3936" data-end="3965">3. Microbiota intestinale</h3>
<p data-start="3966" data-end="4084">Il microbiota intestinale interagisce con il SNA attraverso metaboliti neuroattivi (SCFA, indoli, GABA), influenzando:</p>
<ul data-start="4085" data-end="4147">
<li data-start="4085" data-end="4098">
<p data-start="4087" data-end="4098">tono vagale</p>
</li>
<li data-start="4099" data-end="4121">
<p data-start="4101" data-end="4121">risposta allo stress</p>
</li>
<li data-start="4122" data-end="4147">
<p data-start="4124" data-end="4147">infiammazione sistemica</p>
</li>
</ul>
<p data-start="4149" data-end="4276">Una dieta ricca di fibre fermentabili e alimenti funzionali migliora indirettamente l’HRV attraverso l’asse intestino-cervello.</p>
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		<title>AGEs e Aging</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Irene Granucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Dec 2025 15:49:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#starebenesentirsibene#]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[salute e stili di vita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>AGEs e invecchiamento: il ruolo di alimentazione, genetica e integrazione nutrizionale Gli AGEs (Advanced Glycation End-products) sono composti biochimici coinvolti nei processi di invecchiamento cellulare e nello sviluppo di numerose patologie croniche. La loro formazione è influenzata da fattori metabolici, nutrizionali e genetici, rendendoli un importante bersaglio della nutrizione preventiva e personalizzata. Comprendere come gli [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1 data-start="208" data-end="296">AGEs e invecchiamento: il ruolo di alimentazione, genetica e integrazione nutrizionale</h1>
<p data-start="298" data-end="639">Gli <strong data-start="302" data-end="344">AGEs (Advanced Glycation End-products)</strong> sono composti biochimici coinvolti nei processi di <strong data-start="396" data-end="424">invecchiamento cellulare</strong> e nello sviluppo di numerose patologie croniche. La loro formazione è influenzata da fattori metabolici, nutrizionali e genetici, rendendoli un importante bersaglio della <strong data-start="596" data-end="638">nutrizione preventiva e personalizzata</strong>.</p>
<p data-start="641" data-end="828">Comprendere come gli AGEs si formano, come interagiscono con il DNA e come ridurne l’impatto attraverso dieta e integrazione è oggi fondamentale per promuovere un <strong data-start="804" data-end="827">invecchiamento sano</strong>.</p>
<hr data-start="830" data-end="833" />
<h2 data-start="835" data-end="856">Cosa sono gli AGEs</h2>
<p data-start="858" data-end="1101">Gli AGEs sono il risultato di reazioni di <strong data-start="900" data-end="929">glicazione non enzimatica</strong> tra zuccheri e macromolecole biologiche (proteine, lipidi, acidi nucleici). Questo processo avviene naturalmente nell’organismo, ma è fortemente accelerato in presenza di:</p>
<ul data-start="1103" data-end="1223">
<li data-start="1103" data-end="1119">
<p data-start="1105" data-end="1119">iperglicemia</p>
</li>
<li data-start="1120" data-end="1141">
<p data-start="1122" data-end="1141">stress ossidativo</p>
</li>
<li data-start="1142" data-end="1167">
<p data-start="1144" data-end="1167">infiammazione cronica</p>
</li>
<li data-start="1168" data-end="1223">
<p data-start="1170" data-end="1223">eccessiva esposizione a cotture ad alte temperature</p>
</li>
</ul>
<p data-start="1225" data-end="1356">Con l’avanzare dell’età, i meccanismi di detossificazione degli AGEs diventano meno efficienti, favorendone l’accumulo nei tessuti.</p>
<hr data-start="1358" data-end="1361" />
<h2 data-start="1363" data-end="1397">AGEs e invecchiamento cellulare</h2>
<p data-start="1399" data-end="1490">L’accumulo di AGEs contribuisce all’invecchiamento attraverso diversi meccanismi biologici:</p>
<ul data-start="1492" data-end="1731">
<li data-start="1492" data-end="1558">
<p data-start="1494" data-end="1558">alterazione strutturale delle proteine (collagene ed elastina)</p>
</li>
<li data-start="1559" data-end="1613">
<p data-start="1561" data-end="1613">perdita di elasticità cutanea e rigidità vascolare</p>
</li>
<li data-start="1614" data-end="1649">
<p data-start="1616" data-end="1649">aumento dello stress ossidativo</p>
</li>
<li data-start="1650" data-end="1731">
<p data-start="1652" data-end="1731">attivazione del recettore <strong data-start="1678" data-end="1686">RAGE</strong>, con stimolazione di cascata infiammatoria</p>
</li>
</ul>
<p data-start="1733" data-end="1842">Questi processi sono associati a <strong data-start="1766" data-end="1841">invecchiamento cutaneo, cardiovascolare, metabolico e neurodegenerativo</strong>.</p>
<hr data-start="1844" data-end="1847" />
<h2 data-start="1849" data-end="1905">Il ruolo dei SNPs del DNA nella formazione degli AGEs</h2>
<p data-start="1907" data-end="2091">La risposta individuale alla glicazione non è uguale per tutti. I <strong data-start="1973" data-end="2015">SNPs (Single Nucleotide Polymorphisms)</strong>, ovvero variazioni genetiche puntiformi, influenzano in modo significativo:</p>
<ul data-start="2093" data-end="2320">
<li data-start="2093" data-end="2146">
<p data-start="2095" data-end="2146">metabolismo del glucosio e sensibilità insulinica</p>
</li>
<li data-start="2147" data-end="2194">
<p data-start="2149" data-end="2194">attività dei sistemi antiossidanti endogeni</p>
</li>
<li data-start="2195" data-end="2266">
<p data-start="2197" data-end="2266">funzionalità del sistema glicossalasi (detossificazione degli AGEs)</p>
</li>
<li data-start="2267" data-end="2320">
<p data-start="2269" data-end="2320">risposta infiammatoria mediata dal recettore RAGE</p>
</li>
</ul>
<p data-start="2322" data-end="2590">Alcuni SNPs aumentano la predisposizione all’accumulo di AGEs e allo <strong data-start="2391" data-end="2412">stress ossidativo</strong>, rendendo questi soggetti più suscettibili all’invecchiamento precoce. In questi casi, un approccio di <strong data-start="2516" data-end="2562">nutrizione personalizzata su base genetica</strong> è particolarmente efficace.</p>
<hr data-start="2592" data-end="2595" />
<h2 data-start="2597" data-end="2635">AGEs alimentari e metodi di cottura</h2>
<p data-start="2637" data-end="2788">Oltre alla produzione endogena, una quota rilevante di AGEs proviene dall’alimentazione. I livelli più elevati si riscontrano in alimenti sottoposti a:</p>
<ul data-start="2790" data-end="2902">
<li data-start="2790" data-end="2805">
<p data-start="2792" data-end="2805">grigliatura</p>
</li>
<li data-start="2806" data-end="2818">
<p data-start="2808" data-end="2818">frittura</p>
</li>
<li data-start="2819" data-end="2859">
<p data-start="2821" data-end="2859">cottura al forno ad alte temperature</p>
</li>
<li data-start="2860" data-end="2902">
<p data-start="2862" data-end="2902">processi industriali di trasformazione</p>
</li>
</ul>
<p data-start="2904" data-end="3044">Carni rosse, formaggi stagionati, prodotti da forno industriali e alimenti ultra-processati sono tra le principali fonti alimentari di AGEs.</p>
<hr data-start="3046" data-end="3049" />
<h2 data-start="3051" data-end="3083">Alimenti con azione anti-AGEs</h2>
<p data-start="3085" data-end="3210">Alcuni alimenti contengono composti bioattivi in grado di ridurre la formazione di AGEs o contrastarne gli effetti biologici:</p>
<ul data-start="3212" data-end="3605">
<li data-start="3212" data-end="3278">
<p data-start="3214" data-end="3278"><strong data-start="3214" data-end="3240">verdure a foglia verde</strong> → supporto ai sistemi antiossidanti</p>
</li>
<li data-start="3279" data-end="3331">
<p data-start="3281" data-end="3331"><strong data-start="3281" data-end="3300">frutti di bosco</strong> → polifenoli anti-glicazione</p>
</li>
<li data-start="3332" data-end="3414">
<p data-start="3334" data-end="3414"><strong data-start="3334" data-end="3373">spezie (curcuma, cannella, zenzero)</strong> → inibizione della glicazione proteica</p>
</li>
<li data-start="3415" data-end="3479">
<p data-start="3417" data-end="3479"><strong data-start="3417" data-end="3447">legumi e cereali integrali</strong> → miglior controllo glicemico</p>
</li>
<li data-start="3480" data-end="3539">
<p data-start="3482" data-end="3539"><strong data-start="3482" data-end="3511">olio extravergine d’oliva</strong> → azione antinfiammatoria</p>
</li>
<li data-start="3540" data-end="3605">
<p data-start="3542" data-end="3605"><strong data-start="3542" data-end="3568">tè verde e cacao amaro</strong> → catechine e flavonoidi anti-AGEs</p>
</li>
</ul>
<p data-start="3607" data-end="3725">Il <strong data-start="3610" data-end="3645">modello alimentare mediterraneo</strong> rappresenta uno dei migliori approcci nutrizionali per la riduzione degli AGEs.</p>
<hr data-start="3727" data-end="3730" />
<h2 data-start="3732" data-end="3767">Integrazione nutrizionale e AGEs</h2>
<p data-start="3769" data-end="3974">In presenza di aumentato stress ossidativo, alterazioni metaboliche o specifici SNPs, alcuni <strong data-start="3862" data-end="3890">integratori nutrizionali</strong> possono supportare la strategia anti-AGEs, sempre sotto supervisione professionale:</p>
<ul data-start="3976" data-end="4337">
<li data-start="3976" data-end="4026">
<p data-start="3978" data-end="4026"><strong data-start="3978" data-end="3991">Carnosina</strong> → azione diretta anti-glicazione</p>
</li>
<li data-start="4027" data-end="4089">
<p data-start="4029" data-end="4089"><strong data-start="4029" data-end="4051">Acido alfa-lipoico</strong> → migliora il metabolismo glucidico</p>
</li>
<li data-start="4090" data-end="4149">
<p data-start="4092" data-end="4149"><strong data-start="4092" data-end="4111">Vitamina C ed E</strong> → riduzione dello stress ossidativo</p>
</li>
<li data-start="4150" data-end="4221">
<p data-start="4152" data-end="4221"><strong data-start="4152" data-end="4181">Resveratrolo e quercetina</strong> → modulazione di RAGE e infiammazione</p>
</li>
<li data-start="4222" data-end="4285">
<p data-start="4224" data-end="4285"><strong data-start="4224" data-end="4244">Magnesio e zinco</strong> → supporto alla sensibilità insulinica</p>
</li>
<li data-start="4286" data-end="4337">
<p data-start="4288" data-end="4337"><strong data-start="4288" data-end="4312">Estratti di tè verde</strong> → protezione cellulare</p>
</li>
</ul>
<p data-start="4339" data-end="4437">L’efficacia dell’integrazione è massima quando <strong data-start="4386" data-end="4436">personalizzata sulla base del profilo genetico</strong>.</p>
<hr data-start="4439" data-end="4442" />
<h2 data-start="4444" data-end="4499">Prevenzione dell’invecchiamento: approccio integrato</h2>
<p data-start="4501" data-end="4600">La prevenzione dell’invecchiamento correlato agli AGEs richiede un approccio integrato che includa:</p>
<ul data-start="4602" data-end="4798">
<li data-start="4602" data-end="4630">
<p data-start="4604" data-end="4630">analisi dei SNPs del DNA</p>
</li>
<li data-start="4631" data-end="4658">
<p data-start="4633" data-end="4658">alimentazione anti-AGEs</p>
</li>
<li data-start="4659" data-end="4703">
<p data-start="4661" data-end="4703">scelta consapevole dei metodi di cottura</p>
</li>
<li data-start="4704" data-end="4748">
<p data-start="4706" data-end="4748">integrazione nutrizionale personalizzata</p>
</li>
<li data-start="4749" data-end="4798">
<p data-start="4751" data-end="4798">stile di vita attivo e controllo dello stress</p>
</li>
</ul>
<hr data-start="4800" data-end="4803" />
<h2 data-start="4805" data-end="4819">Conclusione</h2>
<p data-start="4821" data-end="5094">Gli AGEs rappresentano un importante punto di connessione tra <strong data-start="4883" data-end="4927">alimentazione, genetica e invecchiamento</strong>. Un approccio nutrizionale scientifico e personalizzato consente di ridurre la glicazione, rallentare l’invecchiamento cellulare e promuovere una longevità in salute.</p>
<p data-start="4821" data-end="5094"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-1059 aligncenter" src="https://www.nutrirsi-irenegranucci.it/wp-content/uploads/2025/12/AGEs-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.nutrirsi-irenegranucci.it/wp-content/uploads/2025/12/AGEs-300x300.jpg 300w, https://www.nutrirsi-irenegranucci.it/wp-content/uploads/2025/12/AGEs.jpg 1024w, https://www.nutrirsi-irenegranucci.it/wp-content/uploads/2025/12/AGEs-150x150.jpg 150w, https://www.nutrirsi-irenegranucci.it/wp-content/uploads/2025/12/AGEs-768x768.jpg 768w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Inositolo: molecola chiave nella nutrizione clinica e nei processi metabolici</title>
		<link>https://www.nutrirsi-irenegranucci.it/inositolo-molecola-chiave-nella-nutrizione-clinica-e-nei-processi-metabolici/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=inositolo-molecola-chiave-nella-nutrizione-clinica-e-nei-processi-metabolici</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Irene Granucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jun 2025 06:03:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#starebenesentirsibene#]]></category>
		<category><![CDATA[oggi parliamo di ....]]></category>
		<category><![CDATA[salute e stili di vita]]></category>
		<category><![CDATA[cibo e salute]]></category>
		<category><![CDATA[nutraceutica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Inositolo: molecola chiave nella nutrizione clinica e nei processi metabolici Cos’è l’inositolo e perché è importante L’inositolo è un composto ciclico appartenente alla famiglia degli alcoli polivalenti, con formula C₆H₁₂O₆. Ne esistono nove stereoisomeri, ma in ambito biologico i più rilevanti sono: Myo-inositolo (MI) – la forma più abbondante nell’organismo D-chiro-inositolo (DCI) – attivo in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 data-start="425" data-end="509"><strong data-start="428" data-end="509">Inositolo: molecola chiave nella nutrizione clinica e nei processi metabolici</strong></h2>
<h3 data-start="511" data-end="558"><strong data-start="515" data-end="558">Cos’è l’inositolo e perché è importante</strong></h3>
<p data-start="560" data-end="748">L’inositolo è un composto ciclico appartenente alla famiglia degli alcoli polivalenti, con formula C₆H₁₂O₆. Ne esistono <strong data-start="680" data-end="702">nove stereoisomeri</strong>, ma in ambito biologico i più rilevanti sono:</p>
<ul data-start="750" data-end="945">
<li data-start="750" data-end="815">
<p data-start="752" data-end="815"><strong data-start="752" data-end="774">Myo-inositolo (MI)</strong> – la forma più abbondante nell’organismo</p>
</li>
<li data-start="816" data-end="945">
<p data-start="818" data-end="945"><strong data-start="818" data-end="845">D-chiro-inositolo (DCI)</strong> – attivo in alcune specifiche vie metaboliche, derivato da MI tramite epimerasi insulino-dipendente</p>
</li>
</ul>
<p data-start="947" data-end="1131">Tradizionalmente associato al gruppo delle vitamine del complesso B,(in particolare noto come vit. B7) <strong data-start="1016" data-end="1049">non è una vitamina essenziale</strong> in quanto può essere sintetizzato a livello endogeno a partire dal glucosio-6-fosfato.</p>
<p data-start="947" data-end="1131">
<h2 data-start="1138" data-end="1198"><strong data-start="1141" data-end="1198">Vie metaboliche e funzioni biochimiche dell’inositolo</strong></h2>
<p data-start="1200" data-end="1403">L’inositolo è coinvolto in una vasta gamma di <strong data-start="1246" data-end="1269">processi biochimici</strong>, grazie alla sua funzione di precursore di molecole segnale e alla sua integrazione nelle membrane cellulari. Le principali vie sono:</p>
<h3 data-start="1410" data-end="1474"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f52c.png" alt="🔬" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong data-start="1417" data-end="1474">1. Segnalazione insulinica e metabolismo del glucosio</strong></h3>
<p data-start="1476" data-end="1648">L’inositolo è coinvolto nella cascata di segnalazione insulinica attraverso la produzione di <strong data-start="1569" data-end="1600">inositol-fosfoglicani (IPG)</strong>, secondi messaggeri dell’insulina che regolano:</p>
<ul data-start="1650" data-end="1820">
<li data-start="1650" data-end="1736">
<p data-start="1652" data-end="1736">La captazione di glucosio da parte delle cellule (stimolando i trasportatori GLUT-4)</p>
</li>
<li data-start="1737" data-end="1776">
<p data-start="1739" data-end="1776">L’attivazione della glicogeno sintasi</p>
</li>
<li data-start="1777" data-end="1820">
<p data-start="1779" data-end="1820">La riduzione della gluconeogenesi epatica</p>
</li>
</ul>
<p data-start="1822" data-end="1874"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/27a1.png" alt="➡" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong data-start="1825" data-end="1871">MI e DCI partecipano in modo complementare</strong>:</p>
<ul data-start="1875" data-end="2014">
<li data-start="1875" data-end="1941">
<p data-start="1877" data-end="1941">MI è più attivo nei tessuti con funzione endocrina (es. ovaie)</p>
</li>
<li data-start="1942" data-end="2014">
<p data-start="1944" data-end="2014">DCI è prevalente nei tessuti insulino-sensibili (es. muscolo e fegato)</p>
</li>
</ul>
<h3 data-start="2021" data-end="2076"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f9ec.png" alt="🧬" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong data-start="2028" data-end="2076">2. Fosfatidil-inositolo e membrane cellular</strong></h3>
<p data-start="2078" data-end="2275">Myo-inositolo è un precursore fondamentale di <strong data-start="2124" data-end="2153">fosfatidil-inositolo (PI)</strong> e dei suoi derivati fosforilati (PIP, PIP2, PIP3), elementi chiave delle membrane cellulari. Questi lipidi agiscono come:</p>
<ul data-start="2277" data-end="2510">
<li data-start="2277" data-end="2332">
<p data-start="2279" data-end="2332"><strong data-start="2279" data-end="2332">Modulatori della fluidità e struttura di membrana</strong></p>
</li>
<li data-start="2333" data-end="2440">
<p data-start="2335" data-end="2440"><strong data-start="2335" data-end="2357">Secondi messaggeri</strong> per la segnalazione intracellulare (es. attivazione di AKT/PKB nella via PI3K-AKT)</p>
</li>
<li data-start="2441" data-end="2510">
<p data-start="2443" data-end="2510"><strong data-start="2443" data-end="2510">Regolatori dell’endocitosi, esocitosi e traffico intracellulare</strong></p>
</li>
</ul>
<h3 data-start="2443" data-end="2510"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f9e0.png" alt="🧠" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong data-start="2524" data-end="2567">3. Neurotrasmissione e salute cerebrale</strong></h3>
<p data-start="2569" data-end="2618">Nel sistema nervoso centrale, l’inositolo regola:</p>
<ul data-start="2620" data-end="2824">
<li data-start="2620" data-end="2664">
<p data-start="2622" data-end="2664">Il metabolismo dei fosfolipidi cerebrali</p>
</li>
<li data-start="2665" data-end="2757">
<p data-start="2667" data-end="2757">La segnalazione di <strong data-start="2686" data-end="2708">neurotrasmettitori</strong> come serotonina, dopamina, acetilcolina e GABA</p>
</li>
<li data-start="2758" data-end="2824">
<p data-start="2760" data-end="2824">La risposta neuronale allo <strong data-start="2787" data-end="2824">stress ossidativo e infiammatorio</strong></p>
</li>
</ul>
<p data-start="2826" data-end="3014">Studi hanno evidenziato un <strong data-start="2853" data-end="2884">calo di inositolo cerebrale</strong> in condizioni come depressione, disturbo bipolare e ansia, suggerendo un ruolo potenziale come bio-modulatore del tono dell’umore.</p>
<h3 data-start="3021" data-end="3065"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f504.png" alt="🔄" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong data-start="3028" data-end="3065">4. Omeostasi cellulare e apoptosi</strong></h3>
<p data-start="3067" data-end="3417">L’inositolo partecipa anche alla <strong data-start="3100" data-end="3135">regolazione del ciclo cellulare</strong>, alla sintesi del DNA e all’induzione dell’apoptosi, soprattutto attraverso la modulazione della segnalazione del calcio intracellulare (via IP3). Questi effetti sono oggetto di studio anche in ambito oncologico, per il possibile ruolo dell’inositolo come coadiuvante antitumorale.</p>
<h2 data-start="3424" data-end="3479"><strong data-start="3427" data-end="3479">Applicazioni clinico-nutrizionali dell’inositolo</strong></h2>
<h3 data-start="3481" data-end="3511"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f469-200d-2695-fe0f.png" alt="👩‍⚕️" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong data-start="3491" data-end="3511">PCOS e fertilità</strong></h3>
<p data-start="3513" data-end="3601">L’utilizzo combinato di MI e DCI in rapporto 40:1 è uno standard clinico per migliorare:</p>
<ul data-start="3603" data-end="3746">
<li data-start="3603" data-end="3627">
<p data-start="3605" data-end="3627">Regolarità mestruale</p>
</li>
<li data-start="3628" data-end="3652">
<p data-start="3630" data-end="3652">Ovulazione spontanea</p>
</li>
<li data-start="3653" data-end="3706">
<p data-start="3655" data-end="3706">Parametri ormonali (LH, testosterone libero, AMH)</p>
</li>
<li data-start="3707" data-end="3746">
<p data-start="3709" data-end="3746">Risposta ovarica a trattamenti di PMA</p>
</li>
</ul>
<h3 data-start="3748" data-end="3795"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1fa7a.png" alt="🩺" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong data-start="3755" data-end="3795">Diabete, sindrome metabolica e NAFLD</strong></h3>
<p data-start="3797" data-end="3817">L’inositolo aiuta a:</p>
<ul data-start="3819" data-end="4024">
<li data-start="3819" data-end="3869">
<p data-start="3821" data-end="3869">Migliorare la sensibilità insulinica (HOMA-IR ↓)</p>
</li>
<li data-start="3870" data-end="3899">
<p data-start="3872" data-end="3899">Ridurre trigliceridi e VLDL</p>
</li>
<li data-start="3900" data-end="3960">
<p data-start="3902" data-end="3960">Modulazione epatica della lipogenesi (soprattutto con DCI)</p>
</li>
<li data-start="3961" data-end="4024">
<p data-start="3963" data-end="4024">Prevenire la progressione verso steatosi epatica non alcolica</p>
</li>
</ul>
<h3 data-start="4026" data-end="4065"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f9d8-200d-2640-fe0f.png" alt="🧘‍♀️" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong data-start="4036" data-end="4065">Supporto neuropsicologico</strong></h3>
<p data-start="4067" data-end="4191">Diversi studi clinici suggeriscono che il myo-inositolo può essere utile come supporto (non sostitutivo) nel trattamento di:</p>
<ul data-start="4193" data-end="4294">
<li data-start="4193" data-end="4230">
<p data-start="4195" data-end="4230">Disturbo ossessivo-compulsivo (OCD)</p>
</li>
<li data-start="4231" data-end="4261">
<p data-start="4233" data-end="4261">Depressione lieve e moderata</p>
</li>
<li data-start="4262" data-end="4294">
<p data-start="4264" data-end="4294">Disturbo da attacchi di panico</p>
</li>
</ul>
<div class="_tableContainer_16hzy_1"></div>
<h3 data-start="3174" data-end="3193"><strong data-start="3178" data-end="3193">Conclusioni:</strong></h3>
<p data-start="3195" data-end="3304">L’inositolo rappresenta un’opzione utile nella pratica del nutrizionista clinico, soprattutto in ambiti come:</p>
<ul data-start="3306" data-end="3391">
<li data-start="3306" data-end="3331">
<p data-start="3308" data-end="3331">Ginecologia endocrina</p>
</li>
<li data-start="3332" data-end="3355">
<p data-start="3334" data-end="3355">Disturbi metabolici</p>
</li>
<li data-start="3356" data-end="3391">
<p data-start="3358" data-end="3391">Supporto al benessere psicologico</p>
</li>
</ul>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-1046 aligncenter" src="https://www.nutrirsi-irenegranucci.it/wp-content/uploads/2025/06/inositolo_infografica-1-200x300.png" alt="" width="200" height="300" srcset="https://www.nutrirsi-irenegranucci.it/wp-content/uploads/2025/06/inositolo_infografica-1-200x300.png 200w, https://www.nutrirsi-irenegranucci.it/wp-content/uploads/2025/06/inositolo_infografica-1-683x1024.png 683w, https://www.nutrirsi-irenegranucci.it/wp-content/uploads/2025/06/inositolo_infografica-1-768x1152.png 768w, https://www.nutrirsi-irenegranucci.it/wp-content/uploads/2025/06/inositolo_infografica-1.png 1024w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></p>
</p>
<p data-start="3393" data-end="3654">Va sempre contestualizzato nel piano alimentare, considerando fonti naturali e integrazione solo quando indicata. La sua efficacia è ben documentata in letteratura, ma come ogni intervento nutraceutico, deve essere personalizzato e seguito da un professionista.</p>
<hr data-start="5541" data-end="5544" />
<h4 data-start="5546" data-end="5587"><strong data-start="5549" data-end="5587">Fonti principali e approfondimenti</strong></h4>
<ul data-start="5589" data-end="6124">
<li data-start="5589" data-end="5723">
<p data-start="5591" data-end="5723"><span style="font-size: 10pt;">Unfer V. et al. (2021). <em data-start="5615" data-end="5693">Inositols in the treatment of insulin resistance in PCOS: systematic review.</em> <em data-start="5694" data-end="5723">Gynecological Endocrinology</em></span></p>
</li>
<li data-start="5724" data-end="5849">
<p data-start="5726" data-end="5849"><span style="font-size: 10pt;">Croze ML, Soulage CO. (2013). <em data-start="5756" data-end="5837">Potential role and therapeutic interests of myo-inositol in metabolic diseases.</em> <em data-start="5838" data-end="5849">Biochimie</em></span></p>
</li>
<li data-start="5850" data-end="6003">
<p data-start="5852" data-end="6003"><span style="font-size: 10pt;">Larner J. et al. (2016). <em data-start="5877" data-end="5938">D-chiro-Inositol glycans in insulin signaling and diabetes.</em> <em data-start="5939" data-end="6003">Recent Patents on Endocrine, Metabolic &amp; Immune Drug Discovery</em></span></p>
</li>
<li data-start="6004" data-end="6124">
<p data-start="6006" data-end="6124"><span style="font-size: 10pt;">Levine J. et al. (1995). <em data-start="6031" data-end="6087">Inositol treatment for depressive and panic disorders.</em> <em data-start="6088" data-end="6124">The American Journal of Psychiatry</em></span></p>
</li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://www.nutrirsi-irenegranucci.it/inositolo-molecola-chiave-nella-nutrizione-clinica-e-nei-processi-metabolici/">Inositolo: molecola chiave nella nutrizione clinica e nei processi metabolici</a> proviene da <a href="https://www.nutrirsi-irenegranucci.it">Nutrirsi</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>ZUCCA GIALLA, PROPRIETÀ E BENEFICI PER LA SALUTE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Irene Granucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Oct 2019 06:10:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nutrizionista]]></category>
		<category><![CDATA[oggi parliamo di ....]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[salute e stili di vita]]></category>
		<category><![CDATA[cibo e salute]]></category>
		<category><![CDATA[halloween]]></category>
		<category><![CDATA[prorpietà della zucca gialla]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>  ZUCCA GIALLA  COLORA L?AUTUNNO La zucca gialla imbandisce le tavole autunnali soprattutto di fine ottobre&#8230; non si può dire Halloween senza dire zucca. Infatti la zucca per halloween è un classico non solo come decorazione ma anche come protagonista nelle cene. Vediamo insieme quali solo le proprietà della zucca.  La zucca gialla appartiene alla [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" src="https://cdn.pixabay.com/photo/2017/10/30/10/04/halloween-2901944__340.jpg" alt="Halloween, Autunno, Zucca, Foglie" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>  ZUCCA GIALLA  COLORA L?AUTUNNO</strong></p>
<p>La zucca gialla imbandisce le tavole autunnali soprattutto di fine ottobre&#8230; non si può dire Halloween senza dire zucca. Infatti la zucca per halloween è un classico non solo come decorazione ma anche come protagonista nelle cene.</p>
<p>Vediamo insieme quali solo le proprietà della zucca. </p>
<p>La zucca gialla appartiene alla famiglia molto numerosa che comprende anche cetrioli, meloni e cocomero: quella delle cucurbitacee, ricche di proprietà nutrizionali e benefici.</p>
<p>Grazie alle sue caratteristiche nutrizionali, la zucca gialla è un alimento utilissimo per affrontare il cambio di stagione e prepararsi al periodo invernale. Questa infatti è ricca di vitamine e sali minerali che aiutano e sostengono il nostro organismo conti i malanni della stagione più fredda.</p>
<p>Perciò la zucca gialla ha proprietà preziose che aiutano il nostro sistema immunitario.</p>
<p>Si può notare come i prodotti autunnali in genere, non solo la zucca, si colorino di tinte giallo-arancio per fornire i frutti e gli animali tutte le sostanze utili ad affrontare la stagione fredda nel modo migliore, proteggersi e stimolare al meglio il nostro sistema di difese.</p>
<h4 style="text-align: center;"><strong>PROPRIETÀ CHE AIUTANO LA DIETA</strong></h4>
<p>La zucca gialla ha <strong>proprietà dietetiche</strong>? Sembrerebbe proprio di sì.</p>
<p>Sebbene la zucca sia caratterizzata da un gradevole sapore dolce, che la rende una verdura amata anche dai bambini, è un ottimo <strong>alleato nelle diete</strong> e per chi soffre di <strong>alterazione glicemica</strong>.</p>
<p>Ecco un’altra importantissima proprietà della zucca gialla. Il contenuto di zuccheri è pari circa al 2% e alcuni dati sperimentali sembrano confermare un&#8217;azione ipoglicemizzante di questo succulento vegetale.</p>
<h4 style="text-align: center;"><strong>PROPRIETÀ CHE GENERANO BENESSERE</strong></h4>
<p>La zucca gialla, come si intuisce bene da colore arancio che la contraddistingue, è ricchissima di <strong>beta carotene, </strong>precursore della <strong>Vitamina A.</strong> Grazie alla Vitamina A le proprietà della zucca sono benefiche per i <strong>processi visivi,</strong> per la salute della pelle e <strong>annessi cutanei</strong> in genere, quindi anche unghie e capelli.</p>
<p>La zucca è inoltre ricca di <strong>vitamine del complesso B e vitamina C</strong>; un pieno di <strong>antiossidanti</strong> che donano alla zucca gialla proprietà benefiche contro i <strong>radicali liberi</strong> e gli <strong>stress ossidativi</strong>.</p>
<p>Non da ultimo, la zucca vanta proprietà nutrizionali ad azione <strong>antinfiammatoria</strong>.</p>
<p>Tra i sali minerali, la zucca è ricca di ferro, rame e potassio.</p>
<h4 style="text-align: center;"><strong> PROPRIETÀ PER L&#8217;INTESTINO</strong></h4>
<p>La ricchezza di fibra e acqua fanno sì che la zucca abbia un ruolo importante nel <strong>favorire in transito intestinale.</strong> Infatti, la zucca gialla ha proprietà che aiutano a ristabilire una corretta flora batterica, utili anche in caso di colite.</p>
<p>Inoltre, grazie al potere antiinfiammatorio e drenante, tra le innumerevoli proprietà la zucca facilita anche il <strong>ripristino della mucosa intestinale</strong>, lenendo quindi disturbi correlati alla <strong>sindrome dell&#8217;intestino irritabile (IBS). </strong></p>
<p>La zucca e i semi di zucca svolgono infine un&#8217;azione terapeutica <strong>vermifuga</strong> e <strong>antiparassitaria</strong>.</p>
<h4 style="text-align: center;"><strong>LA ZUCCA GIALLA: PROPRIETÀ ANTISTRESS NATURALE</strong></h4>
<p>Avresti mai detto che le proprietà della zucca gialla <strong>aiutano l’umore</strong>? Grazie al <strong>magnesio</strong>, miorilassante, e al <strong>triptofano</strong>, precursore della serotonina, la zucca ha proprietà nutrizionali che aiutano a rilassarsi e a combattere <strong>l&#8217;insonnia.</strong> </p>
<p>Inoltre, la zucca gialla ha un’azione benefica sul <strong>corretto assetto ormonale</strong> che agevola un generale stato di benessere ed equilibrio.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;"><strong>PROPRIETÀ DEI I SEMI ZUCCA</strong></h4>
<p>Anche i <strong>semi di zucca</strong> sono ricchissimi di proprietà benefiche, vitamine e minerali. Sono ottimi da gustare tostati come spuntino o in insalata, ma le indiscusse proprietà dei semi di zucca non consistono solamente nel loro ottimo gusto.</p>
<p>L’olio di semi di zucca è ricco di proprietà nutrizionali benefiche e può essere utilizzato come concentrato di benessere.</p>
<p>Da secoli i semi di zucca sono conosciuti per le proprietà <strong>antinfiammatorie</strong>.</p>
<p>Le proprietà dei semi di zucca svolgono inoltre un’azione di sostegno per combattere il <strong>colesterolo</strong> e tutelare la <strong>salute cardiovascolare.</strong></p>
<p>Studi recenti hanno messo in evidenza le proprietà dei semi di zucca utili contro l<strong>&#8216;ipertrofia prostatica benigna, </strong>ossia contro l&#8217;ingrossamento della prostata dovuto agli androgeni e in particolare al DHT, il diidrotestosterone, l&#8217;ormone che ha un ruolo chiave nell&#8217;indurre la <strong>calvizie androgenetica.</p>
<p> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>LA ZUCCA A TAVOLA</strong></p>
<p>La zucca gialla è veramente poliedrica, si può creare tante stuzzicanti ricetteda dall&#8217;antiapsto al dolce allìaperitivo. Internet fornisce molte idee. Per i più piccoli la crema è sempre gradita, così l&#8217;azione antiinfiamamtoria della zucca può essere abbinata a quella dell&#8217;orzo creando un delizioso primo piatto. Allo stesso modo si può realizzare delle torse e dei biscotti soffici o croccanti.</p>
<p>Quindi c&#8217;è solo da scegliere e provare ce ne per tutti i gusti!!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per informazini o domande colegati al forum: <a href="https://www.vitaminity.com/forum/index.php" target="_blank" rel="noopener">https://www.vitaminity.com/forum/index.php</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
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		<title>Per ogni pancia la sua  soluzione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Irene Granucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Sep 2019 18:44:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[dimagrimento localizzato]]></category>
		<category><![CDATA[Nutrizionista]]></category>
		<category><![CDATA[salute e stili di vita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Grasso addominale: e tu che pancia hai?   Problemi di grasso addominale? Pancia e pancetta ti fanno disperare? Vorresti eliminare grasso addominale? Continua a leggere allora, scoprirai come eliminare il grasso addominale, in base alla pancia che hai. Sì, perché le pance non sono tutte uguali. E capire che pancia hai è il primo passo per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page-title-wrapper">
<h1 class="page-title"><span class="base" data-ui-id="page-title-wrapper">Grasso addominale: e tu che pancia hai?</span></h1>
</div>
<div class="column main">
<div class="blog-single-post post text-left post-holder-154">
<div class="title-block">
<div class="post-meta"> </div>
</div>
<div class="indent-top-bottom"><img decoding="async" src="https://www.vitaminity.com/pub/media/magefan_blog/Grasso_addominale.jpg" alt="Grasso addominale: e tu che pancia hai?" /></div>
<p>Problemi di grasso addominale? Pancia e pancetta ti fanno disperare? Vorresti eliminare grasso addominale?</p>
<p>Continua a leggere allora, scoprirai <b>come eliminare il grasso addominale</b>, in base alla pancia che hai.</p>
<p>Sì, perché le pance non sono tutte uguali. E capire che pancia hai è il primo passo per riuscire a perdere grasso addominale.</p>
<p>Di cosa parleremo:</p>
<ol>
<li><em>Grasso addominale: tipi di pancia a confronto</em></li>
<li><em>Grasso addominale, cause della pancia globosa</em></li>
<li><em>Come eliminare il grasso addominale viscerale</em></li>
<li><em>Grasso addominale, cause della pancia a pera</em></li>
<li><em>Come eliminare il grasso addominale di origine ormonale</em></li>
<li><em>Grasso addominale, cause della pancia a ciambella</em></li>
<li><em>Come eliminare il grasso addominale da stress</em></li>
<li><em>Grasso addominale, cause della pancia a punta</em></li>
<li><em>Come eliminare il gonfiore addominale</em></li>
<li><em>La pancia da mamma</em></li>
<li><em>Bruciare il grasso addominale in modo mirato</em></li>
</ol>
<p><b> </b></p>
<p>La pancia o pancetta è una presenza fastidiosa, sia perché abbiamo in genere una forte percezione dalla sua presenza sia perché può dare effetti collaterali e disturbi di varia natura. Sempre più persone presentano problemi di grasso addominale e addome prominente, non solo uomini o donne in menopausa, ma anche giovani e, sempre più spesso, bambini.</p>
<p>Avere la pancetta <b>non è solo un problema estetico</b>, ma può celare dismetabolismi, sensibilità alimentari, disbiosi. Ovviante la pancia più o meno prominente può essere solo un problema di sovrappeso e scarsa attività fisica ma, come spesso accade, è espressione di più fattori concomitanti che nel tempo hanno preso il sopravvento.</p>
<p>Resta il fatto, che il problema pancetta sembra dilagante. Cerchiamo di scoprire cosa ci raccontano le nostre pance in base alla loro “apparenza”. Impareremo <b>a riconoscere le cause del grasso addominale</b> in base al tipo di pancia. Ma, soprattutto, conosceremo i principi della <b>dieta</b> contro il grasso addominale specifico che ci affligge.</p>
<h2>Grasso addominale: tipi di pancia a confronto</h2>
<p>Ci sono diverse tipologie di grasso addominale. C’è la pancia tonda, quella a punta, la pancia a rotolini e quella ciambella… solo per citarne alcune. Sono tutte espressione di un piccolo grande malessere. Il problema del grasso addominale è infatti legato a problematiche spesso più profonde, sia di <b>carattere metabolico</b> sia legate allo <b>stress</b>.</p>
<p>Un addome prominente è fastidioso, procura un senso di inadeguatezza e pesantezza. Inoltre, spesso la pancia ben visibile è anche sinonimo di fastidi, tensione e dolori addominali.</p>
<p>La buona notizia?  <b>Ogni pancia ha la sua soluzione.</b></p>
<p>Vediamo insieme i più comuni tipi di pancia, le cause e i rimedi di ogni tipologia di grasso addominale.</p>
<h2>Grasso addominale, cause della pancia globosa</h2>
<p>Questa tipologia di addome rende conto della forma a mela che in alcuni casi da alla persona. La pancia parte dallo stomaco fino all’inguine è <b>tondeggiante</b> e spesso dura e compatta.</p>
<p>Questa tipo di pancia può essere espressione di un <b>grasso viscerale profondo</b> che si insinua tra gli organi. Le cause del grasso addominale di tipo viscerale? La sua formazione è spesso associata a l’insorgenza di <b>insulino-resistenza</b> e affaticamento del <b>fegato</b>. Questo tipo di adipe è strettamente correlato ad uno stato pro-infiammatorio dell’intero organismo ed è quindi associato a patologie cronico-degenerative come diabete, ipertensione, dislipidemie e steatosi epatica.  </p>
<h2>Come eliminare il grasso addominale viscerale</h2>
<p>Questo tipo di grasso addominale risente molto dei pasti glucidici, ricchi di zuccheri sia semplici che complessi, di un’alimentazione frettolosa e non bilanciata.</p>
<p>Per eliminare il grasso viscerale addominale, dovremo dunque stare molto attenti ai cibi processati, confezionati o già pronti, che sono in genere ricchi di <b>zuccheri nascosti</b>. Non eccedere neanche con la frutta e restare sulle due porzioni al giorno, questo aiuterà a ridurre il grasso addominale viscerale. Si consiglia di prediligere pesce azzurro, frutta oleosa (senza esagerare), verdure fresche e di stagione e in particolar modo utilizzare buone spezie in cucina come rosmarino, curcuma, zafferano, cannella.<i></i></p>
<h4> </h4>
<h2>Grasso addominale, cause della pancia a pera</h2>
<p>Nella pancia a pera il grasso addominale si va a localizzare nella parte inferiore dell’addome, da sotto l’ombelico, con un aspetto molle (se l’accumulo di grasso è importante è possibile avere una sorta di ripiegamento).  </p>
<p>Quali sono le cause del grasso addominale a pera? In questo caso, il grasso non si localizza a livello viscerale, ma <b>sottocutaneo</b>. Ci sarà la tendenza ad accumulare adipe anche su fianchi e cosce. La causa di questo tipo di localizzazione del grasso addominale è strettamente correlata agli ormoni sessuali, in particolare agli <b>estrogeni</b>.</p>
<h2>Come eliminare il grasso addominale di origine ormonale</h2>
<p>Anche in questo caso, per eliminare il grasso addominale di origine ormonale, la riduzione degli zuccheri è importante. Ma anche un’accurata scelta dei grassi che dovranno essere selezionati con cura, ben abbinati e distribuiti nell’arco della giornata. Questi accorgimenti possono fare la differenza.</p>
<p>Eliminare dolci e prodotti raffinati e ridurre i latticini. Cercare di alternare le proteine animali con quelle vegetali e scegliere cibo biologico. Prediligere inoltre cibi ricchi di magnesio, zinco e vitamina B6. Sarà utile fare attenzione a tutti gli <b>interferenti endocrini</b> che portano il sistema ormonale ad andare un po’in confusione.</p>
<p>Altro aspetto importante di cui tener conto per eliminare il grasso addominale di origine ormonale, è il <b>sistema</b> <b>linfatico</b>. Infatti, spesso in questi soggetti il drenaggio risulta faticoso o bloccato. Bere molto è fondamentale, magari aiutandosi con tisane drenanti e <b><a title="dieta-mima" href="https://www.vitaminity.com/blog/post/dieta-mima-digiuno:-perche/" target="_blank" rel="noopener">acqua detox</a>,</b> che possano stimolare a rimuovere i ristagni e promuovere la detossificazione.</p>
<h2>Grasso addominale, cause della pancia a ciambella</h2>
<p>Anche in questo caso il grasso addominale si concentra nella parte inferiore dell’addome ma possiamo dire si allarga sopra le creste iliache.</p>
<p>Avete un rotolino compatto, più o meno evidente sopra la cinta quando siete seduti e sui lombi sono evidenti le maniglie dell’amore?</p>
<p>Ecco, avete una pancia a ciambella.</p>
<p>Le cause del grasso addominale di questo tipo?</p>
<p>Il <b>cortisolo</b>. In breve, siete <b>stressati</b>, è proprio questa la causa del vostro grasso addominale. Avete uno squilibrio del sistema vegetativo indotto da ansia, sonno insufficiente o disturbato, cicli circadiani non rispettati.</p>
<h2>Come eliminare il grasso addominale da stress</h2>
<p>In questi casi in particolare la possibilità di disbiosi è molto alta. Il sistema nervoso e l’intestino sono interconnessi proprio a livello vagale e sappiamo come il microbiota, quindi la miriade di batteri che popolano la nostra pancia, e non solo, agisca anche in questo contesto.</p>
<p>Quindi, in questi casi, il primo intervento per eliminare il grasso addominale da stress è volto a ristabilire una <b>buona flora intestinale</b>, a cercare di recuperare equilibrati stili di vita cercando di curare alcuni aspetti dell’alimentazione.</p>
<p>In particolare, per ridurre il grasso addominale di questo tipo, sarà utile utilizzare le corrette combinazioni tra i nutrienti e la loro distribuzione durante la giornata. Mai come in questo caso vale la regola della colazione da re, pranzo da principe e cena da povero.</p>
<p>Sono consigliati pasti bilanciati di tutti i nutrienti, una buona quantità di probiotici, pesce azzurro, cereali integrali e pochi grassi ma buoni. Attenzione ad assumere un corretto apporto di sali minerali e vitamine.</p>
<h2>Grasso addominale, cause della pancia a punta</h2>
<p>La pancia a punta è la pancia va e vieni. La causa del grasso addominale di questo tipo?</p>
<p><b>Fermentazione</b> e cattiva digestione, che può associarsi in modo più o meno predominate con le altre tipologie di ventre viste fino a qui.</p>
<p>In genere al mattino è più contenuta e va ad aumentare durante il girono in particolare dopo i pasti.</p>
<p>Si presenta come un addome duro a tamburo, può essere molto dolente, fastidiosa e dare crampi, meteorismo, con coliche gassose e alvo alterno.</p>
<p><i>Come eliminare il gonfiore addominale</i></p>
<p>Per eliminare il gonfiore addominale è imprescindibile seguire un periodo di dietoterapia stretto, in cui molti alimenti saranno momentaneamente sospesi dalla dieta quotidiana.</p>
<p>Inoltre, per ridurre il gonfiore addominale, è fondamentale un intervento integrativo mirato a ristabilire l’eubiosi. In questo tipo di pancia, infatti, siamo sicuramente in presenza di uno squilibrio della <b>flora intestinale</b>, o addirittura un’infiammazione, fino ad un’alterazione della permeabilità intestinale.</p>
<p>Dovrà essere anche valutata un’eventuale <b>candidosi</b>, e quindi adottare un approccio specifico o un affaticamento generale dei processi digestivi cercando quindi, in questo caso di aiutare e sostenere la funzionalità epatica.</p>
<h2>La pancia da mamma</h2>
<p>Questa è la pancia fisiologica che resta per i primi tre mesi post-partum. Non è, in questo caso, molto probabilmente un problema di adipe, ma di <b>muscolatura</b>. Rivolgetevi se necessario ad un osteopata e ricordatevi di non fare esercizi fai da te soprattutto nei primi tre mesi dal parto.</p>
<h2>Bruciare il grasso addominale in modo mirato</h2>
<p>Per concludere, bisogna ricordare che ad ogni pancia la sua attività fisica, infatti anche curare il giusto tipo di movimento può aiutare a <b>bruciare il grasso addominale localizzato</b>, in quanto strutture diverse rispondo diversamente a specifici stimoli.</p>
<p>Inoltre, l’attività fisica mirata, può aiutarci a prevenire il tipo grasso addominale che abbiamo la tendenza a sviluppare. Un <b>allenamento biotipizzato</b> aiuterà quindi a prevenire e bruciare il grasso addominale in modo mirato.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>MINDFUL-EATING</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Irene Granucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Sep 2019 09:25:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[Nutrizionista]]></category>
		<category><![CDATA[salute e stili di vita]]></category>
		<category><![CDATA[cibo e psiche]]></category>
		<category><![CDATA[cibo e salute]]></category>
		<category><![CDATA[mindful-eating]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>MINDFUL-EATING Sempre più spesso sentiamo parlare di mindful e mindful-eating uno speciale approccio associato all’alimentazione. Cerchiamo di capire di cosa si tratta e l’utilità. Quando e come il cibo si fa mindeful?! Quando abbiamo coscienza e responsabilità della nostra alimentazione: per molti più facile a dirsi che a farsi.  Per questo ci viene in aiuto [&#8230;]</p>
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<h4 style="text-align: center;">MINDFUL-EATING</h4>
<p>Sempre più spesso sentiamo parlare di mindful e mindful-eating uno speciale approccio associato all’alimentazione. Cerchiamo di capire di cosa si tratta e l’utilità.</p>
<p>Quando e come il cibo si fa mindeful?! Quando abbiamo coscienza e responsabilità della nostra alimentazione: per molti più facile a dirsi che a farsi.  Per questo ci viene in aiuto la mindful-eating che si focalizza nell&#8217;imparare a gestire il nostro rapporto psicofisico con il cibo e a gestire i pensieri ricorrenti rivolti ad esso.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter" src="https://cdn.pixabay.com/photo/2016/11/06/19/32/cookie-1803882__340.jpg" alt="Cookie, Torta, Natura Morta, Studio Shot" width="374" height="249" /></p>
<h4 style="text-align: center;">CIBO E PENSIERI</h4>
<p>Quanto ogni giorno ciascuna persona pensa alla propria alimentazione o al cibo in generale? Moltissimo forse anche troppo. Sappiamo anche, più o meno tutti, cosa mangiare ma sempre di più sono le fake news che inondano i social e internet. Con un click possiamo trovare tutto e il contrario di tutto sull’alimentazione e sulle dietoterapie, cioè percorsi alimentari volti a intervenire su specifici disturbi dal sovrappeso a malattie croniche. Mendace spesso anche le informazioni sulla mindful legata all’alimentazione la più nota mindful-eating.</p>
<p>Il problema infatti è che il cibo o la dieta, e tutto quello che vi ruota intorno, ci attanaglia i pensieri… ma non la coscienza. Siamo travolti ma non siamo consapevoli della nostra alimentazione. Lo vedo spesso nella mia attività ambulatoriale; tutti vorrebbero dimagrire, magari velocemente… ma tanti mi fanno al stessa domanda: “quanto durerà la dieta?”; ancora più spesso durante l’anamnesi alimentare le persone non hanno idea di cosa abbaino mangiato poche ore prima o di cosa in una settimana mettano sotto i denti, sebbene i loro pensieri siano così soventemente rivolti al cibo e alle conseguenze che ha sulla loro forma fisica. Questo è un chiaro indice della poca consapevolezza e poca cura che mettiamo ogni giorno nell’atto di mangiare. Allo stesso tempo ciò dimostra come anche le nostre trasgressioni non siano percepite come tali o in vero quanto non si sia consapevoli di queste.</p>
<p>Ecco che qui interviene la necessita di far diventare il cibo mindful o appunto consapevole!</p>
<h4 style="text-align: center;">               UN EQUILIBRIO POSSIBILE</h4>
<p>Questo non significa che dobbiamo diventare maniacali nell’atto dell’alimentazione ma che dobbiamo imparare a dargli il giusto valore e la giusta connotazione.</p>
<p>Il cibo per l’essere umano ha un valore edonistico, non lo possiamo scordarlo. Il cibo per ciascuno di noi è legato ad un vissuto, ad esempio, per molte persone la pummarola di casa propria non ha eguali o il ragù della nonna o i pranzi domenicali. I profumi e i sapori si mescolano di emozioni color sensazioni e ricordi. La vita alimentare di ciascuno rappresenta pertanto un tratto specifico della propria identità. Il cibo però ha anche un valore prettamente nutrizionale.</p>
<p>Dobbiamo imparare a bilanciare questi due aspetti.</p>
<h4 style="text-align: center;"><strong>VIVERE IL CIBO CON SERENITA&#8217;: LA CONSAPEVOLEZZA è LA CHIAVE </strong></h4>
<h4 style="text-align: center;"><strong>LA MINDFUL-EATING UN MEZZO </strong></h4>
<p>A volte è sufficiente ricorrere a un breve percorso di educazione alimentare tenendo un diario e confrontandoci a stretto giro con il professionista, altre volte è opportuno ricorrere a dei percorsi più mirati definiti appunto mindful-eating.</p>
<p>Qualunque sia il percorso più indicato per voi, entrambi mirano a far prendere consapevolezza di quello che abbiamo di fronte quando ci sediamo a tavola, di osservarlo, annusarlo, assaporarlo con calma. Sono cose importanti che permettono di far si che il cervello e la parte emotiva comunichino tra loro così come permettono una maggior sincronia tra apparato gastrointestinale e testa (i nostri due cervelli insomma).</p>
<p>La mindful-eating aiuta a diventare più consapevoli di come, quando, dove, cosa ma soprattutto perché si mangia.  La pratica midfull permette quindi di osservare e conoscere meglio le proprie azioni, i pensieri, i sentimenti e le motivazioni legate al cibo.</p>
<p>Permette però anche di trovare delle finalità più “alte” ai percorsi dietetici così da aver maggior beneficio anche a lungo termine della dieta stessa. In altre parole permette di diventare autori del proprio cambiamento e di esserne partecipi e consapevoli. La consapevolezza è la base di ogni processo di cambiamento e in buona parte anche di loro successo.</p>
<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter" src="https://cdn.pixabay.com/photo/2018/03/03/07/11/success-3195027__340.jpg" alt="Successo, Chiave, Carriera" width="464" height="232" /></h3>
<h4 style="text-align: center;">LA DIETA COME STILE DI VITA: PARCEPIZONE ATTIVA </h4>
<p>La dieta è un nuovo stile alimentare da imparare e fare proprio. Credo sia la parte più difficile ma fondamentale; è ciò che permette di non ricascare nelle cattive abitudini, un po&#8217; come quando si smette di fumare, quando la motivazione che ci ha spinto a fare un percorso è forte e importanti sono i benefici avvertiti difficilmente, nonostante le tentazioni, si torna in dietro.  La dieta o meglio il percorso nutrizionale è un&#8217;occasione per riscoprire il piacere di mangiare e prendersi cura di se.  La nostra vita alimentare è un&#8217;esperienza unica che dobbiamo saper cogliere, sfruttare a nostro favore e contestualizzare in serenità e consapevolezza.  Le soluzioni che si trovano durante il percorso devono essere condivise e fatte proprie. Unire la mindful-eating o la rieducazione alimentare al proprio percorso permette di mettere appunto un&#8217;analisi dell&#8217;esperienza corporea emotiva e mentale sulla propria vita alimentare. L&#8217;obbiettivo e quello rendere l&#8217;individuo autonomo, consapevole e svincolato da schemi esterni nella scelta di ciò che deve mettersi nel piatto. </p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter" src="https://cdn.pixabay.com/photo/2017/09/22/21/43/table-2777180__340.jpg" alt="Tabella, Forcella, Coltello, Sfondo" width="344" height="230" /></p>
<h4 style="text-align: center;">I VANTAGGI DELLA MINDFUL-EATING</h4>
<p>I risultati, ecco un altro aspetto della midful-eating di notevole importanza. Spesso abbiamo obbiettivi un po’ “assurdi” siamo completamente discostati dalla realtà o pensiamo di poterli raggiungere seduti sul divano con i popcorn… Ecco la mindful-eating aiuta anche in questo frangente; permette di capire cosa è meglio per noi e di capire veramente cosa cerchiamo e vogliamo. Ci riconnette a noi stessi e ai nostri reali bisogni.</p>
<p>Altro aspetto importante è proprio la motivazione, se abbiamo consapevolezza di noi di quello che cerchiamo e vogliamo avremmo sicuramente più determinazione a raggiungere il nostro obbiettivo.  Anche nei momenti di salita potremmo trovare la strategia giusta per non lasciarsi andare allo sconforto. E nelle diete, si sa, questi momenti a volte arrivano!!</p>
<p>Inoltre grazie anche a semplici strategie avremo una maggior possibilità di mantenere nel lungo periodo (superiore ai tre anni) i risultati ottenuti dal percorso dietetico.</p>
<p>Vorrei precisare però che i percorsi di mindful, anche specifici per l’alimentazione, da soli non fanno dimagrire, possono migliorare i nostri comportamenti alimentari ma non far perdere peso. Per questo è sempre consigliato fare percorsi abbinati anche di gruppo per poter ottimizzare i risultati.</p>
<p>Come emerge sempre di più la collaborazione tra professioni diverse fa la differenza ed è per questo che i percorsi integrati rappresentano la chiave vincente per una vita volta al benessere, dove per benessere si intende uno stato psicofisico ottimale che comprende la cura di se a 360°.</p>
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		<title>Acqua vegetale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Irene Granucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Aug 2019 05:50:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nutrizionista]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[salute e stili di vita]]></category>
		<category><![CDATA[acqua vegetale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ACQUA&#8230;VEGETALE L&#8217;acqua vegetale non è solo una moda passata da qualche anno ma una buona abitudine per assumere micronutrienti in modo naturale. Molte persone hanno difficoltà a bere l’acqua, per i motivi più vari, spesso sembra che l’acqua non scenda, non si ha la percezione della sua gradevolezza; probabilmente perché il nostro palato è abituato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-954" src="http://www.nutrirsi-irenegranucci.it/wp-content/uploads/2019/07/water-jpg-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.nutrirsi-irenegranucci.it/wp-content/uploads/2019/07/water-jpg-300x169.jpg 300w, https://www.nutrirsi-irenegranucci.it/wp-content/uploads/2019/07/water-jpg.jpg 604w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></h4>
<h4 style="text-align: center;">ACQUA&#8230;VEGETALE</h4>
<p>L&#8217;acqua vegetale non è solo una moda passata da qualche anno ma una buona abitudine per assumere micronutrienti in modo naturale.</p>
<p>Molte persone hanno difficoltà a bere l’acqua, per i motivi più vari, spesso sembra che l’acqua non scenda, non si ha la percezione della sua gradevolezza; probabilmente perché il nostro palato è abituato a sapori forti (troppo salto o troppo dolce). Bere inoltre è, come molti aspetti della nostra vita, questione di abitudine: dobbiamo allenare il nostro cervello in modo tale che sorseggiare dell’acqua sia parte di una routine.</p>
<p>Bere però è molto importante, nel periodo caldo proprio indispensabile. Abbiamo già visto l’importanza dell’acqua nella nostra alimentazione e di come non tutte le acque siano uguali (http://www.nutrirsi-irenegranucci.it/acqua-sceltedi-salute/). Oggi vediamo come fronteggiare le difficoltà al bere quest’acqua e quindi vedremo come renderla più gradevole.</p>
<p>Esistono molte ricette per creare una sorta di infuso, o meglio acqua di vegetazione o vegetale Queste si ottengono a freddo lascino macerare frutta e/o verdura nell’acqua per delle ore. La preparazione di acque vegetali fa fronte a due aspetti:</p>
<ul>
<li>La necessità di dare un gusto all’acqua per rendere più facile la sua regolare assunzione</li>
<li>La possibilità di avere un’acqua” rinforzata”</li>
</ul>
<h4 style="text-align: center;">L&#8217;ACQUA &#8220;RINFORZATA&#8221;</h4>
<p>Lasciare in infusione dei vegetali tagliuzzati nell’acqua permette di arricchire l’acqua stessa di alcune sostanze, principi attivi, che la rendono così ancor più salutare. Le verdure,  la frutta ma anche le spezie rilasciano in acqua micronutrienti come sali, vitamine e antiossidanti che rendono le bevande così ottenute un vero elisir. In base ai vegetali scelti le acque vegetali potranno avere caratteristiche e funzionalità diverse ad esempio detossificante, drenante o maggiormente antiossidante. Potranno stimolare il nostro sistema immunitario, facilitare la nostra digestione, ripulire un po’ il nostro organismo facilitando il drenaggio, la diuresi e i processi di purificazione in generale. L’acqua vegetale trova anche inpiego quando ci troviamo a fronteggiare malanni, condizioni fisiologiche particolari o stiamo facendo delle terapie. Molte acque vegetali hanno infatti proprietà carminative, anti-nausea, antipiretiche, anti-edematose.</p>
<p>L&#8217;acqua vegetale più semplice a cui non pensiamo mai è quella del minestrone. Spesso oggi si usa utilizzare il passato di verdure e quindi il brodo di cottura viene perso e buttato via. Invece vi assicuro che un’ottima bevanda, da sorseggiare anche a merenda, durante i periodi autunno-invernali, o da riutilizzare per cucinare altre pietanze come carne o cereali.</p>
<p>Le acque aromatizzate possano poi diventare dei super alleati utilizzando qualche goccia di fitoestratto di vario tipo, scelto ad hoc per le nostre esigenze personali.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-957 aligncenter" src="http://www.nutrirsi-irenegranucci.it/wp-content/uploads/2019/07/water__340-1-300x247.jpg" alt="" width="300" height="247" srcset="https://www.nutrirsi-irenegranucci.it/wp-content/uploads/2019/07/water__340-1-300x247.jpg 300w, https://www.nutrirsi-irenegranucci.it/wp-content/uploads/2019/07/water__340-1.jpg 413w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<h4 style="text-align: center;"><strong>LA SCELTA DEGLI INGREDIENTI</strong></h4>
<p>Tra i frutti i più indicati sono i limoni, lime, i frutti rossi, le mele, le fragole, i kiwi, l’ananas, il cocco, i fichi d’india e le pesche; trai vegetali cetrioli, cavolo viola, sedano, carote, i finocchi e il carciofo. Tra spezie e aromi vi consiglierei cannella, zenzero, curcuma e menta.</p>
<p>Ovviamente è possibile mescolare a piacere i vari ingrediente facendo attenzione al gusto dei vegetali che a volte può essere non eccezionale! </p>
<p>La scelta è molto migliore se cade sul biologico non trattato. </p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-955 aligncenter" src="http://www.nutrirsi-irenegranucci.it/wp-content/uploads/2019/07/bowl-1404665__340-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.nutrirsi-irenegranucci.it/wp-content/uploads/2019/07/bowl-1404665__340-300x200.jpg 300w, https://www.nutrirsi-irenegranucci.it/wp-content/uploads/2019/07/bowl-1404665__340-272x182.jpg 272w, https://www.nutrirsi-irenegranucci.it/wp-content/uploads/2019/07/bowl-1404665__340.jpg 509w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<h4 style="text-align: center;"><strong>NON SOLO FRUTTA E VERDURA</strong></h4>
<p>In verità si possono utilizzare anche le acque di cottura derivanti dai cereali in particolare Avena e riso.</p>
<p>L’acqua d’ avena ha particolari virtù sull’apparato gastroenterico mentre quella di Riso, ricca di inositolo, che lavora sui connettivi e quindi anche sulla nostra pelle.</p>
<p>L’acqua di riso non è solo da bere ma può essere utilizzate anche come topico.</p>
<h4 style="text-align: center;"><strong>ACQUA DI RISO PER LA BELLEZZA</strong></h4>
<p>L’acqua di cottura del riso e dell’avena possono essere utilizzate per la bellezza dei tessuto cutaneo e annessi. La tradizione popolare asiatica utilizza l’acqua di riso, ad esempio, per la cura dei capelli. Questa soluzione sembra avere un effetto ammorbidente e districante sostituendo quindi, in modo naturale, il balsamo. Essendo una soluzione dalla proprietà astringenti, l’acqua di riso, aiuta a rendere la pelle visibilmente più compatta agendo sui pori dilatati. Inoltre agisce sui punti neri e acne. Può essere utilizzata come struccante. Non è però indicata per le pelli secche ne ha in se poteri curativi dimostrati su affezioni cutanei</p>
<h4 style="text-align: center;">RICETTE</h4>
<p style="text-align: left;">La ricetta base è molto semplice. Per realizzare un’acqua vegetale si può utilizzare una caraffa o un contenitore per infusione a freddo trasportabile io consiglio in vetro. L&#8217;acqua può essere usata fredda ma in veritàà anche calda&#8230;ma dovrà essere cmq fatta raffreddare.</p>
<p style="text-align: left;">Un volta scelto il contenitore che fa per te, basta aggiungere l’acqua e la frutta o la verdura a piacimento. Come già detto si deve lasciare a riposo per almeno 12 ore ma c’è chi sostiene che dopo 3 ore già l’acqua abbia il suo aroma. Due consigli non mescolare mai troppi ingredienti e ricorda di non lasciare la tua acqua n frigo troppo a lungo; dovrà essere consumata entro massimo 2 gironi.</p>
<p style="text-align: left;">Alcuni mix da poter provare: </p>
<ul>
<li style="text-align: left;"><strong>DETOX</strong>: ½ carciofo, curcuma o zenzero (giusto una puntina),  1 limone, 3-4 foglie di menta ½ mela verde in 1,5 l di acqua</li>
<li style="text-align: left;"><strong>DRENANTE</strong>: ¼ di ananas con la parte centrale, ½ finocchio, ½ costa di sedano 1 cetriolo 1,5 l di acqua</li>
<li style="text-align: left;"><strong>ANTIOSSIDANTE</strong>: 1 tazza di frutti di bosco; ½ mela; 1 kiwi 1 lime 1,5 l di acqua volendo una Foglia di cavolo viola</li>
</ul>
<p>Per potenziare gli effetti è possibile utilizzare nelle acque vegetali qualche goccia di oli essenziali, glicerati o estratti idroenzimatici di betulla o equiseto, rosmarino o cardio mariano, rosa canina o ribes nigrum.</p>
<p>Alleati delle acque vegetali sono gli estratti verdi a base di vegetali. </p>
<p>Ma ne parleremo più avanti.</p>
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		<title>Dieita mima-digiuno: tra scienza e moda</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Irene Granucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Apr 2019 14:41:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#starebenesentirsibene#]]></category>
		<category><![CDATA[Nutrizionista]]></category>
		<category><![CDATA[salute e stili di vita]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[mima-digiuono]]></category>
		<category><![CDATA[nutrizione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>    Dieta Mima digiuno: perchè? Frutto di anni di studio, soprattutto in laboratorio, qualche anno fa è uscita alla ribalta e ha spopolato la dieta mima-digiuno. Fonte ed elisir di lunga vita, paladina della salute e della forma fisica, questa dieta però non svela fino in fondo il perché dei meccanismi di cui si [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3> <img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-899 aligncenter" src="http://www.nutrirsi-irenegranucci.it/wp-content/uploads/2019/04/salad-498203__340-300x200.jpg" alt="" width="369" height="246" srcset="https://www.nutrirsi-irenegranucci.it/wp-content/uploads/2019/04/salad-498203__340-300x200.jpg 300w, https://www.nutrirsi-irenegranucci.it/wp-content/uploads/2019/04/salad-498203__340-272x182.jpg 272w, https://www.nutrirsi-irenegranucci.it/wp-content/uploads/2019/04/salad-498203__340.jpg 510w" sizes="auto, (max-width: 369px) 100vw, 369px" /></h3>
<h3> </h3>
<h3>Dieta Mima digiuno: perchè?</h3>
<p>Frutto di anni di studio, soprattutto in laboratorio, qualche anno fa è uscita alla ribalta e ha spopolato la dieta mima-digiuno. Fonte ed elisir di lunga vita, paladina della salute e della forma fisica, questa dieta però non svela fino in fondo il perché dei meccanismi di cui si fa portatrice. Se ci pensate perchè l’organismo umano ringiovanisce o si rinnova quando soggetto ad uno stress come il digiuno? Le cellule si rinnovano, ma questo stimolo di che tipo è? L’organismo come vive uno stress ripetuto nel tempo di anni, soprattutto in un contesto sociale come quello in cui tutti noi viviamo? La dieta mima digiuno prevede un periodo di restrizione massima solo 800kcal, a base vegetale, per 5 giorn,i da una volta la mese a una volta ogni 6 mesi: perché?</p>
<h3>tra laboratorio e vita quotidina</h3>
<p><span style="font-size: 16px;">L’idea nasce, supportata </span>dai dati scientifici, dall&#8217;evidenza che una restrizione calorica sia in grado di indurre l&#8217; autofagia.  Questo è processo di rimodellamento cellulare dato dalla degradazione di componenti cellulari &#8220;vecchi&#8221; o sacrificabili per reciclarne e crearne di nuovi o più indispensabili. Lo stimolo può arrivare fino ad indurre la morte della cellula stessa, che verrà sostituita con una nuova più &#8220;giovane&#8221;.  Quindi con questo “protocollo” l’organismo è spinto ad &#8220;autorigenerarsi&#8221; ciclicamente.</p>
<h3>tra laboratorio e vita quotidiana</h3>
<p>Non possiamo però sapere se questo stimolo nel tempo comporti dei rischi e di che tipo. In laboratorio la cosa funziona benissimo parliamo di cellule che in seguito ad uno stimolo rispondono come descritto, ma è perfettamnte lo stesso anche in un organismo complesso ed in condizioni completamente diverse? Coontestualizzado nella vita di un individuo quanto descritto non è facilissimo. una persona in quei cinque giorni di digiuno è soggetta ad una vita, ad un lavoro, a delle attività. Infatti, il protocollo prevede l’inserimento di un aiuto come succhi di frutta a basso contenuto di zuccheri. </p>
<p>Perché quindi  aggiungere un nuovo importante fattore di stress. Analoghi risultati, a lungo termine, si possono avere anche con regimi meno restrittivi o con lassi di tempo inferiori.</p>
<h3>tra evidenze congetture e quache forzatura</h3>
<p>La Dieta mima-digiuno e i suoi benefici sono stati diffusi e accettati grazie agli studi in laboratorio, su dati ottenuti da piccoli gruppi di persone, in genere casi patologici non seguiti poi a lungo termine. Ma la più ampia diffusione la si deve al parallelismo  con popolazioni che vantano assenza di patologie e/o una ragguardevole longevità: le famose zone blu.  Queste popolazioni però non solo hanno un’alimentazione diversa, in parte molto simile a quella descritta, ma in vero hanno stili di vita e habitat che discostano sensibilmente da quello in cui la maggior parte di noi vive. Infatti hanno livelli di stress-psicofisico diverso dal nostro, vivono in ambienti meno inquinati e si alimentano con cibi non trattai.</p>
<h3>Ma allora</h3>
<p>Viene naturale quindi chiedersi se, contestualizzando nella nostra vita quotidiana, il protocollo mima-digiuno apporterebbe i medesimi vantaggi. Ci si chiede anche se tale metodo aliemtare porterebbe ad una riduzione sensibile dei rischi legati al sovrappeso/obesità rispetto ad una dieta ipocalorica che prenda in considerazione certi criteri basilari come l’infiammazione, l’assetto ormonale, i livelli di zuccheri nel nostro organismo e la qualità degli acidi grassi.  Sono parametri che nella pratica ambulatoriale quotidiana la maggior parte dei professionisti della nutrizione ormai ha ben presente e tiene di conto quando stila una perorso nutrizionale. I casi clinici qui non sono ovviamente presi in analisi dove il percorso mima-digiuno, ad esempio in ambito oncologico, hanno un valore diverso.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter" src="https://cdn.pixabay.com/photo/2018/04/13/17/14/vegetable-skewer-3317060__340.jpg" alt="Spiedino Di Verdure, Verdure, Alimentari" width="375" height="240" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Dieta della longevità &amp; Dieta mima-digiuno: il tandem dimenticato</h3>
<p>Vedendo la dieta canonica consigliata nella dieta della longevità, che si segue tra un mima-digiuno e l’altro,questa si presenta come una dieta a medio contenuto calorico (1700-1800 Kcal per una donna in età fertile con BMI 22,2).  Risulta prevalentemente vegetariana, con l’inserimento di un solo pasto proteico (o vegetale o a base, saltuariamente, di pesce) da consumarsi sempre o a cena o a pranzo; aspetto curioso di cui non viene spiegato in effetti il perché.  La distribuzione dei vari macronutrienti ricalca quella della deita mediterrane. Come potete vedere anche in questo caso non parliamo di 5 giorni di sacrificio estremo e poi libertà senza attenzioni. Il tutto prevede un piano alimentare rigoroso formato da due fasi che si ripetono tra loro. Quest&#8217;ultimo aspeto però è passato molto in sordina. Molti hanno pensato di sacrificarsi per 5 gironi e poi riprendere le vecchie abitudini: ma così è ovvio non ha nessun senso, nessun possibile benefico.</p>
<h3>Un percorso personalizzato</h3>
<p>Alla fine di questo excursus di diete detox, alcaline ed infine mima-digiuno resta sicuro il fatto che il fai da te non è consigliabile. Rivolgetevi ad un professionista che sappia valutare le vostre esigenze  da cui farvi affiancare per un percorso mirato alla vostra salute.</p>
<p>Per quanto riguarda la scelta migliore credo che ogni specialista davanti al proprio paziente sappia cosa è meglio fare, credo che i protocolli preconfezionati non vadano mai seguita alla ceca ma ogni cosa debba essere ben contestualizzata. Gli eccessi sono sempre da evitare. L’organismo è un complesso sistema di formule e interazioni di cui oggi sappiamo ancora pochissimo e credo che la cosa fondamentale sia mantenere o aiutarlo a mantenere il suo miglior stato di equilibrio.</p>
<p><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Autofagia_cellulare" target="_blank" rel="noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Autofagia_cellulare</a></p>
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		<title>In forma dopo le feste</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Irene Granucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jan 2019 18:50:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#starebenesentirsibene#]]></category>
		<category><![CDATA[Nutrizionista]]></category>
		<category><![CDATA[salute e stili di vita]]></category>
		<category><![CDATA[Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[detox]]></category>
		<category><![CDATA[dimagrimento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>  DOPO LE FESTE IN FORMA INFORMA DOPO LE FESTE Ogni anno è sempre il solito tam tam: rimettersi in forma dopo le feste. il primo pensiero va ai kg presi tra pranzi e cene, a come poterli perdere velocemente senza troppe rivoluzioni.  Intanto voglio tranquillizzarvi&#8230; raramente si ingrassa nel periodo tra Natale e Capodanno, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4> </h4>
<h4 style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://cdn.pixabay.com/photo/2017/02/04/09/40/weight-loss-2036967_960_720.jpg" alt="Perdita Di Peso, Peso, Nutrizione, Scala" /></h4>
<h4 style="text-align: center;">DOPO LE FESTE IN FORMA INFORMA DOPO LE FESTE</h4>
<p>Ogni anno è sempre il solito tam tam: rimettersi in forma dopo le feste.<br />
 il primo pensiero va ai kg presi tra pranzi e cene, a come poterli perdere velocemente senza troppe rivoluzioni. </p>
<p>Intanto voglio tranquillizzarvi&#8230; raramente si ingrassa nel periodo tra Natale e Capodanno, anche se la bilancia dice diversamente.  Quei 2 Kg in più sono di solito liquidi.</p>
<p>Durante i lauti pasti natalizi infatti, generalmente, l&#8217;elevato importo di zuccheri (carboidrati, dolci e alcolici), richiamo acqua dal nostro organismo provocando ritenzione idrica e quindi un lieve incremento ponderale.  Quindi essere in forma dopo le feste non è un obbiettivo così impossibile</p>
<p>In questi casi sarà sufficiente tornare a delle sani abitudini e tutto rientrerà nella norma in breve tempo, e tornerete così,  in forma dopo le feste tutto sarà magicamente come prima. Certo è che se anche prima delle feste questa forma non era al top, se indulgiate sul divano in compagnia degli ultimi cioccolatini, torroncini avanzati, la silhouette non ne gioverà e il peso acquistato potrebbe consolidarsi e aumentare. Quindi come assicurarsi un sereno rientro dalle festività?</p>
<h4><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter" src="https://cdn.pixabay.com/photo/2014/07/28/11/23/tape-403593__340.jpg" alt="Nastro, Dieta, Note, Penna, Grasso" width="576" height="384" /></h4>
<h4 style="text-align: center;">I CONSIGLI PER RITROVARE LA  FORMA GIUSTA</h4>
<p>Per ritornare in forma dopo le feste, o per lo meno come eravamo prima,  l&#8217;impresa non è titanica e non occorre nessuna drastica rinuncia. I consigli sono semplici:</p>
<ol>
<li>non saltare i pasti anzi farne ben 5 al giorno così da aiutare l&#8217;organismo a mantenere la glicemia costante</li>
<li>una ricca colazione, magari salata, con proteine, carboidrati e grassi, e se non riesci a farla al risveglio cerca di inserirla entro le 9,30 del mattino.</li>
<li>un pranzo completo, controllando l&#8217;apporto di carboidrati : scegliere riso, pasta, cereali integrali accompagnati da verdura e una porzione proteica</li>
<li>spuntini: una a metà mattina e una a metà pomeriggio a base di frutta magari una piccola mela o arancia con della frutta fresca o uno yogurt bianco</li>
<li>la cena leggera con una basso apporto di carboidrati e una buona porzione proteica e ancora tante verdure</li>
<li>una vita attiva: se potete andate a lavoro a piedi o in bici, fate le scale invece di prendere l&#8217;ascensore; cogliete ogni occasione per muovervi</li>
<li>Dormire regolarmente cercando di andare a letto prima delle 23 (l&#8217;orario ideale sarebbe entro le 22)</li>
<li>ultimo e non ultimo: BERE acqua e per un po&#8217; accantonare gli alcolici e ridurre il sale</li>
</ol>
<p>Quindi è necessario rinunciare ai dolci, alle merendine, agli zuccheri&#8230; sì.. anche per aprire la strada ad un vero cambiamento, che magari cercate da tanto. Ma il cioccolato extrafondente, in quantità moderata, potrà, a volte, rappresentare un alleato per il vostro umore.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter" src="https://cdn.pixabay.com/photo/2017/09/16/19/21/salad-2756467__340.jpg" alt="Insalata, Frutta, Frutti Di Bosco, Sano" width="475" height="317" /></p>
<h4 style="text-align: center;">RITROVARE IL GIUSTO EQUILIBRIO</h4>
<p>Ricordatevi anche che queste settimane sono state uno stress per il vostro fisico; forse, qualcuno si sente proprio appesantito, stanco, costipato. In questi casi è necessario ritrovare il giusto equilibrio. Cercare sempre di consumare tutti i pasti senza saltarli magari riducendo le quantità  senza sforzarsi, scegliete sopratutto cibi vegetali, spuntini con frutta e tra le fonti proteiche sopratutto pesce e tacchino o delle proteine. Potete anche aiutarvi con spezie e aromi (timo, rosmarino, curcuma, zenzero) e tisane a base di limone e zenzero. <br />
 I carboidrati (zuccheri complessi) possono essere molto ridotti, se non se ne sente una particolare necessità, stando però attenti a no eliminarli mai del tutto. Può essere sufficiente una tazza di riso (orzo, farro) integrale cotto a pasto. Per i condimenti sempre Olio extravergine di oliva.</p>
<p>In breve a volte risulta necessario una fase di detosificazione, che aiuti a ripristinare gli equilibri acido-base, per aiutare fegato e gli altri organi emuntori a &#8220;ripulirsi e ripulire&#8221; l&#8217;organismo rimettendo in moto il metabolismo, per aiutare la regolare secrezione ormonale e sostenere le attività antiossidanti.</p>
<h4 style="text-align: center;">TUTTI I GIORNI é LUNEDI&#8217;</h4>
<p>Questi i consigli generali sono sempre, più o meno, validi, ricordatevi però che una vera abitudine alimentare deve essere stilata sulle vostre reali esigenze e bisogni.  Se fate attività fisica i nutrienti devono essere ripartiti in base all&#8217;allenamento che svolgete. <br />
 La dieta però non è mai una breve parentesi allora quello che ti auguro per questo nuovo anno è di fermarti e riflettere su quante volte, in verità, ti senti così, e devi ricorrere alla fatidica frase &#8220;da lunedì mi metto a dieta&#8221;, dopo periodi più o meno lunghi di alimentazione squilibrata (Natale, Carnevale, Pasqua, aperitivi e cene..). Se succede spesso forse è il momento di dare una svolta una volta per tutte e riappropriarti della tua libertà di mangiare, prenota il tuo appuntamento</p>
<p>Buon anno a tutti</p>
<p>Dott.ssa Irene Granucci</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/NutrizionistaFirenze.IreneGranucci/">https://www.facebook.com/NutrizionistaFirenze.IreneGranucci/</a></p>
<p><a href="https://www.vitaminity.com/blog/post/in-forma-dopo-le-feste/">https://www.vitaminity.com/blog/post/in-forma-dopo-le-feste/</a></p>
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